Questa notte sarà passato un anno dal terremoto di Amatrice (e del resto del centro italia), il primo di una serie ad accanirsi contro le stesse terre a distanza di pochi mesi.

Il giorno dopo, il 25 agosto, entro a far parte del gruppo Telegram di TerremotoCentroItalia, coinvolta dai colleghi di Ondata, dopo aver cercato di costruire una mappa dei luoghi di raccolta di beni di necessità.

Di come funziona TerremotoCentroItalia (TCI) e cosa vuol dire fare i “volontari digitali” (ma è meglio parlare di “hacker civici”) ne ho scritto su Internazionale e di cosa è stato TCI in quest’anno lo ha raccontato bene Matteo Tempestini, uno dei fondatori del progetto insieme a Matteo Fortini.

Oggi aggiungo solo questo: quando ho mandato il mio contributo per il documentario Digital life, iniziativa lanciata in occasione dei 20 anni di Varesenews per raccontare “come la rete ha rivoluzionato la tua vita“, non ho potuto fare a meno di pensare all’esperienza di Terremotocentroitalia e di Ricostruzione Trasparente, di cui ho contribuito a portare avanti la campagna di crowdfunding.

A inizio luglio, dall’Aquila, ho mandato a Digital Life un video, dove racconto che in quei giorni per la prima volta ho incontrato le persone che stanno sul campo per l’ong ActionAid nei luoghi del terremoto, e ho pensato che TCI l’abbiamo fatto senza mai incontrarci di persona, senza riunioni, ma coordinandoci su Telegram e su Github. Abbiamo usato internet per fare una cosa buona, che funziona, ancora oggi.

Sono anni che raccolgo esempi di questo tipo, da tutti i paesi del mondo. Ho un archivio di esperienze, di buone pratiche e di strumenti che ora ho voglia di condividere. Lo farò attraverso un canale Telegram che ho chiamato Mobilize e se vuoi seguirlo ti puoi iscrivere qui:

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