Dopo 10 ore di hackathon + (quasi) 10 ore di panel torno a casa dall’Internet Festival con un sorriso che è “l’indicatore scientifico del successo di Cooperation Wanted” (cit). Ma soprattutto con la voglia di abbracciare e ringraziare tutti coloro che l’hanno reso possibile.

Che la cooperazione internazionale potesse diventare protagonista di un’intera giornata sull’innovazione dentro un festival dedicato a internet non era facile da credere.

“Queste cose succedono solo all’estero!”

E invece no. Perché a Pisa #cooperationwanted ha occupato ben due giornate.

La prima con l’esperimento dell’hackathon sui dati della cooperazione, reso possibile dal network Dataninja che ha organizzato e gestito le tracce della giornata di lavoro.

 

La seconda con 3 keynote e 4 panel (ma non avremo esagerato?) per un viaggio attraverso la tecnologia che cambia il mondo abilita il cambiamento.

Il potere dei dati a servizio dell’umanità:

La comunicazione come empowerment delle comunità:

La strada del coltan e il lato B della tecnologia:

Le ong in un mondo connesso:

Una cooperazione 2.0 è possibile?

Quindi un grazie enorme va a Adriana De Cesare per la scintilla iniziale del progetto e a Marzia Cerrai che, aiutandomi a metterla in pratica, mi ha insegnato l’arte della pazienza, ma anche del perseverare.

Andrea Nelson Mauro e Alessio Cimarelli per aver creduto in un’idea, trovandole un nome bellissimo, e averla realizzata scegliendo ottimi compagni di viaggio come Andrea Borruso e Carlo Romagnoli.

Antonella Napolitano, Claudia Vago e Damiano Sabuzi Giuliani per aver moderato splendidamente la seconda maratona di Cooperation Wanted, quella dei panel dell’11 ottobre, tra titoli bellissimi ma altisonanti ( 🙂 ) e problemi tecnici.

Linet Kwamboka, Emma Lupano, Giulio Quaggiotto, Beth Kanter, Miguel Peixe, Anahi Ayala Iacucci per aver attraversato oceani per venire a condividere preziose conoscenze su come unire tecnologia, attivismo e innovazione. E Amel Fahmy, che avrebbe voluto attraversare anche solo il Mediterraneo, ma non ha ottenuto il visto e ha parlato via Skype.

Silvia Pochettino, Simone Sala, Mario Tedeschini Lalli, Emanuele Bompan, Alessio Cimarelli, John Mpaliza e Gianfranco Cattai per aver portato a IF2014 le proprie esperienze e dimostrato che anche in Italia un’altra cooperazione – un altro giornalismo, un’altra narrazione del mondo – è possibile.

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