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Sono a dieta. Una di quelle diete che Luca Conti, alias Pandemia, studia e promuove da tempo.

Ho deciso di assumere meno calorie digitali e selezionare meglio cibi e ingredienti della mia dose quotidiana di relazioni e consumo di notizie online. Come prima drastica misura, ho eliminato l’applicazione di Facebook da tablet e smartphone. Anche se il 47% degli utenti adulti usa il social network blu per trovare informazioni – ma “in modo casuale”, come spiega la ricerca del Pew Research Center – ammetto che quando ho in mano il cellulare, Facebook diventa un modo per distrarmi, guardare dove sono e cosa stanno facendo i miei contatti, chattare.

Lavoro davanti a un computer per la maggior parte delle mie giornate, quindi non ho “abbandonato” Facebook, ma solo ridotto il consumo, selezionando con più consapevolezza i momenti in cui usarlo. Questa scelta mi permette di dare più spazio a Google Plus, fino a oggi praticamente mai consultato da mobile, e agli aggiornamenti della mia community su Tumblr, che avevo smesso di considerare come parte integrante della mia dieta informativa.

Ho eliminato le app dei giornali online (ma chi le usava più?) e cominciato ad assumere pillole di conoscenza quotidiana in formato Ted conference. Una al giorno, a colazione, se mi sveglio in tempo per completare la mia rassegna stampa. Che si compone della newsletter di Good Morning Italia e un giro veloce su Zite e Feedly (sì, uso ancora gli rss). Per ora Cir.ca rimane troppo Stati-Uniti-centrica per i miei gusti e le mie esigenze – Anthony, ti serve per caso un editor Africa? – ma la osservo da vicino.

Ovviamente Twitter rimane la mia finestra sul mondo preferita, e non c’è overload o diabete informativo che tenga.

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