summerschool

Partecipando a una summer school internazionale almeno una volta nella vita, dove nello stesso giorno puoi prendere un caffè con chi vive la realtà dell’occupazione israeliana in Palestina (“mia madre mi chiama ogni dieci minuti quando viaggio tra Ramallah e Betlemme per sapere se sono viva, mentre qui a NY non ci siamo ancora sentite”), pranzare con un giovane siriano che mi racconta l’evoluzione della guerra civile dal coinvolgimento pacifico di tutti i cittadini nelle proteste all’invasione dei jihadisti armati, guardare il tramonto da un pub sull’Hudson con un’australiana originaria della Somalia che tenta di spiegare la sua doppia identità al resto dei presenti raccontando di un terribile viaggio in Kenya dove non si è mai sentita così straniera. E la cosa più bella è che in questo gruppo di 100 persone era davvero difficile abbinare fisionomia e aspetto fisico a una nazionalità.

Questa è stata la mia esperienza all’#Unaocef di New York, organizzata dall’agenzia delle Nazioni Unite per l’Alleanza delle civiltà e l’istituto linguistico Ef.

L’ho raccontata giorno per giorno su questo tumblr, dove potete rivedere foto e appunti dai workshop.

Una boccata di aria fresca.

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