Mark Kaigwa, Sean Jacobs, Jepchumba e io

Come ho passato ufficialmente la mia settimana milanese l’ho già raccontato per Vita e Wired.

Ma, ufficiosamente, aver lavorato come social media reporter per Afronline durante l’International Participants Meeting di Expo2015, è stata anche l’occasione di incontrare dal vivo delle incredibili persone di talento (giornalisti, blogger e creativi), che conoscevo solo attraverso il flusso di post e tweet dei loro canali social. Un ‘follow’ è già un bel principio di relazione, ma condividere la stessa tavola, bicchiere di vino, posto in autobus e persino il caricatore dell’iPhone ci ha fatti diventare quasi parenti stretti.

Nella foto da destra:

Io con:

Jepchumba: mia gemella digitale kenyana, artista fondatrice e curatrice del sito Africandigitalart.com, speaker all’evento Think Infinite di Google e prossimamente a TedxEuston2012 (dove se possibile sarò nel pubblico a farle tifo da stadio).

Sean Jacobs: fondatore del seguitissimo blog Africasacountry.com, di cui mi è stato chiesto di diventare contributor (wow!) e con onore ho accettato.

Mark Kaigwa, 24enne keniano, startupper, blogger per il sito Afrinnovator.com (il Mashable africano) che a soli 19 anni ha progettato un videogame per Warner Bros vincitore di numerosi premi.

Non c’erano nella foto ma è stato altrettanto un privilegio condividere il wifi della sala stampa con:

Rosebell Kagumire blogger ugandese, attivissima nelle campagne per i diritti umani nel suo paese, riconosciuta anche in Europa e negli Usa per aver risposto a Invisible Children con un video contro la campagna Kony2012.

Isaak Mogetutu, 24 anni, keniano, programmatore di mFarm, applicazione mobile basata su sms che connette contadini e compratori fornendo prezzi aggiornati sui prodotti della filiera alimentare.

Sorious Samura, giornalista e documentarista investigativo della Sierra Leone (qui la preview del documentario sulle origini di Joseph Kony per la BBC).

Kudkai Makombe, direttrice IPS Africa, network di news premiato da Expo per la sua capacità di dare voce alle comunità africane.

Alderito Caldeira, vice direttore di @verdade, free press del Mozambico con tiratura di 50mila copie, anche lui ha ricevuto il riconoscimento da Expo per aver contribuito allo sviluppo sociale del Mozambico.

Amadou Mahtar Ba, fondatore del portale di news AllAfrica.com e dell’Africa Media Initiative (Ami), la più grande organizzazione africana dedicata ai dirigenti e ai proprietari di mezzi di comunicazione di massa che vedrei benissimo in un dibattito accanto a Alan Rusbridger de Il Guardian per ragionare insieme sul data journalism (“l’opportunità più grande che abbiamo in questo momento come news media” dice Ba) e open jornalism (“giornalisti e cittadini devono lavorare insieme nella produzione delle notizie“, sembre Ba).

My next stop:  Venerdì 16 Novembre ore 16.00 a Glocal12, ovvero il primo Festival del giornalismo online organizzato da VareseNews, in un workshop che ha un titolo con cui mi sento perfettamente in sintonia: “Senza terzi mondi. Social per social e no profit: come fare comunicazione e usare gli strumenti della rete”.
Sarò insieme a mostri sacri come Paolo Ferrara (responsabile comunicazione di Terre des homme), Rosy Battaglia (Terre di mezzo e Redattore sociale) e Luca Conti (Pandemia.info).

Be there!

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