Uno degli aspetti che non mi convince della tecnica di storytelling usata dai fondatori di Invisible Children nel documentario Kony2012 è l’assenza di volontà nel dare voce alle comunità locali. La campagna “Stop Kony” semplicemente non si pone l’obbiettivo di promuovere l’empowement della popolazione locale per risolvere la crisi di cui è protagonista, ma ne è portavoce secondo i mezzi e i punti di vista di un osservatore esterno. Per quanto mi riguarda, un grande limite alla sua reale efficacia nel portare benefici alla regione del Nord Uganda.

Al contrario di IndigiTube, ad esempio, dove la voce dello storytelling è quella delle comunità indigene australiane che hanno a disposizione un canale online per raccontarsi al resto del mondo.

Su IndigiTUBE troviamo una serie di video creati da remote comunità australiane, che comprendono musica, racconti tradizionali, balli e lezioni di lingua. Il gruppo delle lingue comprende ngaanjatjara, pitjantjatjara, gija e karrajarri. Alcune lezioni di lingua pitjantjatjara provengono dal sito del progetto Ngapartji Ngapartji.

IndigiTUBE è una comunità online nata per diffondere e condividere contenuti creati da e per le popolazioni indigene che si trovano in zone remote dell’Australia. È stata sviluppata da un’organizzazione con sede ad Alice Springs, finanziata dalla Indigenous Community Television (ICTV) e dalla compagnia nazionaleIndigenous Remote Communications Association (IRCA). IndigiTUBE comprende sia un portale radiofonico che un servizio di video streaming.

Anahi Ayala Iacucci ha scritto (e condivido):

People should talk about Power not just about communication: people need power to use technology and we need to think about how to solve this

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