La copertina del libro di Lorenzo Guadagnucci: “Parole sporche. Clandestini, nomadi, vu cumpra: il razzismo nei media e dentro di noi” (Altraeconomia edizioni).

“Il rogo delle abitazioni nel quartiere Continassa di Torino e l’uccisione di Samb Modou e Diop Mor a Firenze sono due tra i più gravi atti di razzismo avvenuti in Italia dal dopoguerra a oggi. Questi atti sono chiaramente legati al clima politico e alla presenza di partiti razzisti e xenofobi (la Lega Nord in primo luogo) nell’arena politica nazionale.”

Lo scrive Adriano Favole, professore di Antropologia all’Università di Torino e uno dei pochi ad aver avuto il coraggio di proporre pubblicamente un legame tra il linguaggio  xenofobo di alcuni partiti politici italiani e il diffuso clima di razzismo nel nostro paese. Però Favole non è stato l’unico. Ho ascoltato Angelo D’Orsi, anche lui docente a Torino presso la Facoltà di Scienze Politiche e Pape Diaw, portavoce della comunità senegalese di Firenze, affermare apertamente che in Italia

“C’e’ un partito che si richiama alle radici cristiane, ma fomenta l’odio razziale, anche in tv”.

 

Quando succedono fatti gravissimi come quelli di Firenze e Torino è bene tornare a chiamare le cose con il proprio nome. Ecco 7 link per approfondire la questione a una settimana e un giorno dall’omicidio di Samb Modou e Diop Mor:

1. Combattere il razzismo, cominciando dalle paroleAdriano FavoleHistoria Magistra

2. Eccola qui, la vera LegaDaniele SensiL’Espresso

3. Non chiamiamo pazzi i nostri BreivikAdriano Sofri – La Repubblica 

4. I frutti dell’odioFurio Colombo – Il Fatto Quotidiano

5. La Lega e la ‘tigre del razzismo’. Colloquio con Gian Antonio Stella di Fabio Chiusi – L’Espresso (2010)

6. Samb Modou, Diop Mor. La battaglia è culturale – Oliviero Diliberto – Il Fatto Quotidiano

7. Approfondimento Lega & Razzismo su Wikipedia

Concludo questa raccolta di link tornando sulle parole di Adriano Favole:

” il razzismo non è né un istinto, né un virus, né un qualunque agente patogeno “naturalmente” presente nell’organismo sociale, ma è socialmente e politicamente costruito”.

Oggi da alcuni personaggi della Lega, domani chissà. Dimenticarsi di questa matrice umana e razionale è un errore che potrebbe costarci altre vite, altri roghi.

 

Update: Luca Alagna mi segnala che anche il Cardinale Gianfranco Ravasi ha fatto questo collegamento sul suo blog ospitato dal Sole24Ore nell’articolo dal titolo “Lo straniero e il nativo“:

“(…) «Quando uno straniero risiede nel nostro territorio, non deve essere né molestato né oppresso. Lo straniero residente deve essere trattato come il nativo». A commento di questo dettato legislativo vorrei allegare due esperienze personali antitetiche. La prima è legata alle ferie che ho trascorso la scorsa estate sul lago di Como. Quando mi capitava di ascoltare la radio, mi imbattevo spesso in una nota emittente di un movimento politico, aperta a un filo diretto con gli ascoltatori. Con tutte le variazioni fonetiche dei vari dialetti settentrionali, che ben conosco anche per le mie origini anagrafiche, il leit-motiv era costante: «Mandateli a casa loro! Cacciateli! Sono pericolosi, ci tolgono posti di lavoro, si allargano, sporcano e favoriscono la criminalità, vogliono una moschea in ogni quartiere…» e così via deprecando e, non di rado, inveendo. (…)”

 

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