What's Your Story Video Challenge

La Casa Bianca ha recentemente lanciato un’iniziativa per chiedere ai cittadini “AAPI” (Asian American Pacific Islanders, ovvero Asiatici Americani e isolani del Pacifico) di raccontare la propria storia in un video e caricarlo su YouTube.  Una selezione dei migliori clip sarà pubblicata sul sito della Casa Bianca e i leader AAPI saranno invitati ‘a Palazzo’ per uno speciale raduno.

Ora, seppur l’iniziativa sia lodevole da più punti di vista, perché dimostra un’interesse del governo verso le minoranze del proprio paese e un’attenzione verso le nuove forme di comunicazione sul web, perché non viene fatto un passo avanti e si cerca un trait-d’union reale con la società civile, magari dando spazio a iniziative dal basso che già raccontano come vivono milioni di americani colpiti dalla crisi economica?

Un esempio sono le migliaia di toccanti fotostorie condivise sul Tumbr “We are the 99 percent” (Siamo il 99%), aperto a fine agosto dai manifestanti di #OccupyWallStreet: biografie uniche raccolte in poche righe scritte a mano su carta e poi fotografate. Il tumblr è ora una collezione in costante aggiornamento delle storie di vita di quella parte della popolazione americana, la maggioranza, il 99% appunto, che subisce la crisi economica e finanziaria. Mentre l’1% di ricchissimi cittadini  si spartisce più di un terzo della ricchezza complessiva del paese.

La storia di una madre 47enne su Wearethe99percent.tumblr.com

Tra i protagonisti di queste storie ci sono giovani che non riescono a pagare il debito contratto la loro università, madri che non possono pagare il college ai figli, anziani che non hanno accesso alle cure mediche, disoccupati in cerca di un lavoro a salario minimo, ma anche cittadini benestanti che si sentono vicini al 99% della popolazione e manifestano la loro solidarietà al movimento di occupazione di Wall Street.

Se il governo vuole mostrarsi davvero vicino ai suoi cittadini, perché non pubblicare sul sito della Casa Bianca qualcuna di queste storie?

Obama, se mi leggi, ti lascio il link: http://wearethe99percent.tumblr.com/

E chiedimi se sono felice di far parte del 99% degli indignados globali.

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